Sizigia è un progetto costruito su un paradosso semplice: è un nudo in cui il corpo non si vede perché la figura è “vestita” dall’ombra. Non coperta, ma celata alla vista.
L’idea non era nascondere, ma mostrare la forma nel suo insieme, distogliendo dal dettaglio per lasciare che fosse la luce (e la sua assenza) a disegnare il corpo.
Le scelte tecniche

Questo tipo di immagine richiede un controllo certosino della luce e delle sue impostazioni, sebbene lo schema luci sia molto semplice.
Illuminare lo sfondo senza illuminare il soggetto
La base dello scatto è uno sfondo volutamente sovraesposto, per cui ho posizionato un flash diretto sullo sfondo, da un lato (nel mio caso, da sinistra) per ottenere una superficie uniforme e molto chiara.
Per farlo, ho utilizzato un esposimetro e ho impostato il flash a circa +2/+3 stop rispetto all’esposizione corretta. In questo modo lo sfondo è risultato notevolmente più chiaro del soggetto.
Il mio obiettivo era disegnare la sagoma della modella e fare in modo che fosse il più scura possibile, perciò la sfida principale è stata evitare che la backlight andasse a colpire anche la modella (spilling).
Per questo ho utilizzato due pannelli bianco/nero, con il lato bianco rivolto verso lo sfondo. In questo modo, ho ottenuto che la luce della backlight fosse il più possibile “rinchiusa” dietro la modella, evitando che spillasse su di lei e creasse una indesiderata rimlight.
Per evitare che lo sfondo risultasse troppo sbilanciato su un lato, ho poi inserito un terzo pannello bianco dal lato opposto al flash, in modo che la luce del flash rimbalzasse anche a destra, riflettendo una parte della luce e rendendo lo sfondo più uniforme senza aggiungere una seconda sorgente.
Disegnare la figura
A questo punto il soggetto era quasi completamente in ombra. Qui entra in gioco il secondo flash: montato davanti alla modella a circa 30-45°, dall’alto, con uno snoot ottico (gobo).
Grazie al gobo ho potuto sagomare la luce controllando con precisione dove sarebbe caduta, usando forme diverse a seconda della maschera per illuminare solo alcune parti del corpo.
Questo è stato un gioco di selezione, scegliendo cosa far emergere e cosa lasciare nell'ombra.
Esposizione del soggetto
Per la parte illuminata della modella ho lavorato di nuovo con l’esposimetro, questa volta esponendo correttamente, senza sovraesporre.
Il risultato è un contrasto netto:
- sfondo molto luminoso (+2/+3 stop)
- soggetto in gran parte in ombra
- alcune parti del soggetto illuminate correttamente
Attrezzatura
Flash
Per la keylight ho usato il Godox MS300-V.
Per la backlight ho usato un semplice Godox TT685 II.
Gobo

Grazie all'attacco bowens del flash da studio, ho potuto applicare alla keylight questo modificatore gobo, che non è il migliore, ma è sicuramente più accessibile di altri modelli di marche più costose come il Godox SA-17 (che offre molte funzionalità in più, ma costa cinque volte di più).
Esistono anche delle versioni portatili, sicuramente meno potenti, ma molto pratiche, come lo SmallRig RF 05B da 8W di potenza o l'Ambitful da 10W di potenza e la possibilità di cambiare il colore della luce senza gelatine scegliendo tra: bianco, rosso, arancione e blu.
Per questo progetto sarebbero state insufficienti, ma ho voluto segnalarle perché in alcuni casi possono risultare molto utili.
Come avrai capito, in progetti come questo tutto si gioca sulle relazioni tra soggetto, luce, spazio e composizione. Prestare attenzione a come questi elementi si incontrano e si bilanciano permette di costruire immagini più pulite, intenzionali e immediate da leggere.
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